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Mi hanno chiamato Alberto, ma prima di questo, il il 15 aprile di un anno relativamente lontano, mi hanno spedito, da un pianeta a Voi sconosciuto, in un a città chiamata Ivrea, insomma un posto dove stare. Questa mia destinazione ha sempre avuto qualcosa di magico e come tutti, quando si è appena "spediti", mi ero creato un mondo di fantasia. Alcune voci mi giungevano alle orecchie, ad intervalli sempre più frequenti, dicendomi che presto avrei dovuto lasciare questo mio mondo parallelo, uccidere la mia fantasia e come tutti gli altri "spediti", vivere una vita piena zeppa di regole monotone. Ho dovuto per così dire...ammortizzare questa cosa, anche se a volte...nonostante tutto...fuggivo in quella vecchia soffitta impolverata e ricca di pensieri volatili che non è nient'altro che la mia mente. Nei giochi di ruolo potrebbero definirmi un vampiro caotico, ma in fondo le definizioni lasciano sempre il tempo che trovano...quante volte vi hanno definiti senza alcuna pietà? Mi hanno definito innumerevoli volte...
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